[Aisa.circuli] Accordo di Couperin con Elsevier: come imbrigliare il diritto di ripubblicazione

Federico Leva (Nemo) nemowiki a gmail.com
Gio 18 Apr 2019 22:30:06 CEST


Lettera degli amici di CAPSH:
<https://blog.dissem.in/2019/lettre-ouverte-au-consortium-couperin-sur-le-renouvellement-de-labonnement>

Maria Chiara Pievatolo, 18/04/19 05:19:
> Fra i molti punti discutibili, trovo particolarmente preoccupante quanto 
> descritto in "Un « green open access » automatisé chez Elsevier": mi 
> sembra un tentativo di neutralizzare gli effetti della legge francese 
> che riconosce agli autori il diritto di ripubblicazione

Questa parte è molto ambigua. La lettera 
<https://www.soundofscience.fr/wp-content/uploads/2019/04/2019-04-11-COUPERIN-Lettre-accord-Elsevier.pdf> 
ipotizza ben quattro tipologie di deposito:
1) il "solito";
2) lo "streaming" da un sito Elsevier (§6.1-4) dopo 12 mesi (definito 
opzionale);
3) il deposito automatizzato dei postprint in HAL con embargo di 24 mesi 
(§6.4-8);
4) il deposito in massa in https://www.istex.fr/ di quanto pubblicato 
dal 2002 al 2012 per soli fini di TDM (opportunamente scadenzato sui 4 
anni in modo che a qualcuno non venga l'idea di cancellare il contratto).

Il numero (2) ha l'aria di essere fumo negli occhi per giustificare 
l'embargo di 24 mesi negli archivi istituzionali. Più importante mi 
sembra ciò che non si dice, rispettivamente:
1) se Elsevier cambierà le policy per l'autoarchiviazione (colla scusa 
che non serve più), come ha minacciato di recente (a meno che sia 
prevenuto dal sibillino punto 7 "acquis du précédent contrat");
2) se ci sarà DRM (si parla solo di indicizzazione, scaricamento e stampa);
3) se il deposito sarà anche retrospettivo, come nel pilota 
<https://hal.archives-ouvertes.fr/PEER/> (tecnologia poi usata per 
Istex), o no, e se CNRS si impegnerà a un deposito immediato.

Il rischio legale viene dalle licenze. Per il deposito si prevede la 
CC-BY-NC, con annesso un allegato per chiarire quali sono gli usi non 
commerciali. Elsevier non ha alcun diritto di ridefinire il significato 
delle licenze CC ed è scandaloso che ci provi, anche se la clausola 
difficilmente avrà efficacia su terzi. Probabilmente proveranno a 
imporre la teoria legale, già sperimentata con scarso successo in 
qualche tribunale USA per disattivare il fair use, secondo cui va inteso 
come "commerciale" qualsiasi uso che riduca i potenziali usi commerciali 
di Elsevier, per far rientrare dalla finestra l'embargo sotto le mentite 
spoglie di una licenza. A seconda di com'è scritta la licenza, si 
rischia di creare un precedente per cui Elsevier può vendere un diritto 
che prima non aveva nemmeno.

È come pagare un extra all'acquedotto in cambio del permesso di usare 
l'acqua di rubinetto per fare il tè agli ospiti.

Diverso è pagare un servizio tecnico utile che, per quanto facile da 
fornire, Elsevier potrebbe rifiutare. Quello invece è come pagare per 
installare una pompa che aumenti la pressione dell'acqua.

Un servizio utile è l'archiviazione retrospettiva, se viene fatta 
davvero. Un altro sarebbe l'archiviazione integrata nel processo di 
invio del manoscritto: così l'autore potrebbe vedere la registrazione 
creata immediatamente in HAL e decidere che cosa fare (per esempio 
infischiarsi di plan S e lasciarla a marcire per 24 mesi, oppure 
aggiungere il preprint/altro).

Se invece il deposito diventa qualcosa che "sarà HAL a occuparsene a un 
certo punto fra qualche anno", oltre a rendere difficile rispettare plan 
S si diseducano pure quei pochi ricercatori che avevano imparato a 
usufruire dell'autoarchiviazione. E se l'archiviazione poi non è un 
diritto ma una graziosa concessione, si rischierà di perdere anche 
quella e di rimanere con un pugno di mosche.

Federico


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