[Aisa.circuli] su Telmo Pievani

Maria Chiara Pievatolo mariachiara.pievatolo a unipi.it
Mar 10 Maggio 2016 13:07:54 CEST


Salve.

Ringrazio Stefano Salvia per la segnalazione.

Mi sembra che Telmo Pievani elenchi alcuni problemi importanti. Forse, 
però, varrebbe la pena chiedersi se non sarebbe interessante chiedersi 
se siano davvero così alternative le due interpretazioni, da lui 
indicate, della questione dell'integrità della scienza, e cioè:

a) l'interpretazione basata su "principi morali non negoziabili"

b) interpretazione basata su "ragioni strutturali", quali "l’eccessiva 
pressione a pubblicare; la competizione fortissima in certi campi; il 
ritmo forsennato di produzione dei lavori scientifici (due milioni circa 
pubblicati ogni anno); la necessità di tenere sempre alta la visibilità 
mediatica sui propri risultati per ottenere finanziamenti (trasformando 
sempre più spesso la comunicazione della scienza in marketing); il 
business delle riviste scientifiche a pagamento e delle riviste pirata; 
il senso di impunità derivante da scarsi controlli; l’istinto difensivo 
delle comunità scientifiche stesse; la vorace ricerca di citazioni per 
alzare i propri indici bibliometrici; il fascino di alcune storie 
scientifiche che sono troppo belle per essere false..."

L'etica, però, non è una specie di deus ex machina che opera fuori dal 
mondo e dai suoi costumi, per scendere ogni tanto a fare commenti con 
l'indice alzato: è il progetto di un sistema di rapporti che producono - 
cito ancora Pievani - "una libera comunità di pari che apprendono dai 
propri errori e si auto-correggono costantemente".

Ebbene: le "ragioni strutturali" operano di concerto con il progetto 
dell'etica per costruire o conservare la "libera comunità di pari"?

A me sembra proprio di no:

- l'"addetto alla ricerca" - per usare il linguaggio delle burocrazie 
ministeriali - viene considerato un ozioso la cui produttività deve 
essere controllata e misurata tramite strumenti costruiti e detenuti da 
operatori economici (è chiaro che il professor Kant, che sta in silenzio 
dieci anni prima di pubblicare le tre Critiche, è un parassita ai danni 
dell'università di Koeningsberg e del contribuente prussiano; è chiaro 
che il professor Higgs è un fannullone che si è fatto gioco 
dell'università di Edimburgo grazie alla complicità dell'accademia 
svedese...)
- fra "addetti alla ricerca" esiste una gerarchia che non si fonda 
semplicemente su differenze di reputazione guadagnate nell'ambito 
dell'uso pubblico della ragione, ma sulla disponibilità e l'abilità di 
qualcuno a entrare nel sistema dei gatekeeper, imprenditoriali e/o 
governativi, che determinano le carriere accademiche altrui
- è scontato che gli "addetti alla ricerca" siano dei vigliacchi 
talmente terrorizzati dall'uso pubblico della ragione che la revisione 
paritaria deve ricevere una copertura di anonimizzazione esterna, 
editoriale o governativa 
(https://minimacademica.wordpress.com/2015/10/03/sulla-revisione-paritaria-anonima/)(*)

Dunque: l'attuale comunità  degli "addetti alla ricerca" non è né una 
comunità di liberi né una comunità di pari, ed è anzi fondata sul 
presupposto che i suoi componenti non siano scienziati integri fino a 
prova contraria, bensì homines oeconomici che devono essere 
gerarchizzati e tenuti sotto controllo dall'esterno per evitare che 
approfittino dei desueti privilegi delle comunità scientifiche 
"aristocratiche" del mondo precapitalistico. La crisi dei prezzi dei 
periodici e il fenomeno delle riviste predatorie sono, in questa 
prospettiva, meri effetti collaterali dovuti al comportamento di 
ricercatori che hanno accettato le unità di misura del sistema, 
comportandosi in modo *economicamente* razionale rispetto al loro 
interesse individuale.

Se non si riconosce che è stato costruito un sistema il cui ethos (nel 
senso di costume) contrasta con l'etica (nel senso di morale) della 
ricerca scientifica, tanto che chi oggi volesse comportarsi come Kant o 
come Peter Higgs 
(https://www.insidehighered.com/news/2015/10/12/study-suggests-pressure-publish-impedes-innovation) 
dovrebbe essere disposto a mettere a rischio la sua carriera, non 
ricadremo molto lontani da chi, quando evoca l'etica, pensa a 
Robespierre. Le interpretazioni (a) e (b), in una parola, non possono 
essere tenute separate: i giuramenti e i codici di autoregolamentazione 
rischiano di essere solo palliativi, quando continuiamo a essere 
misurati sulla nostra produttività nell'ambito delle pubblicazione 
scientifica proprietaria,

Un saluto a chi è arrivato a leggermi fin qui.

MCP


(*) In Phil. Trans., la prima rivista scientifica moderna, la revisione 
paritaria aveva come esito una discussione pubblica.

-- 
Maria Chiara Pievatolo
Dipartimento di Scienze politiche Università di Pisa
Via Serafini 3 56126 Pisa (Italy)
+39 050 2212479
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